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La Storia

A Salice Terme si sogna e si guarisce…

Quella che vi stiamo per raccontare è la storia di un luogo, un luogo magico: Salice Terme.

Questa è la storia delle sue acque, di un mondo unico e popolato di uomini e donne che ne hanno segnato i momenti più importanti.

Donne come Ada Negri, poetessa e scrittrice, animo tormentato che qui e solo qui riusciva a trovare ispirazione: un luogo tutto per sé, all’ombra di una quercia a lei, oggi, dedicata. “A Salice si sogna e si guarisce”, scriveva… Perché le acque termali di Salice Terme guariscono “corpo e anima”. E la loro potenza era conosciuta da secoli. Gli effetti terapeutici delle acque sulfuree e salsobromoiodiche, infatti, dovevano essere noti già in età preromana, i loro benefici attribuiti alle forze della natura, cui si consacrava il luogo.

Anche i Romani compreso rapidamente le possibilità offerte da Salice Terme, che divenne officina di recupero del mezzo bellico più importante: l’uomo. Con le acque sulfuree si disinfettavano le ferite da taglio, bloccando le infezioni ed evitando cancrene ed amputazioni. I bagni in acqua salsobromoiodica poi cicatrizzavano le ferite e curavano i reumatismi. anche i miti, però, incontrano periodi di decadimento…

Durante il periodo medioevale l’Oltrepò pavese era terra di passaggio per numerosi viandanti, viaggiatori e commercianti, ma anche per reali e nobili in cerca di luoghi di riposo e scoperta. Qui ci si fermava per ricaricare le forze, fare affari, mangiare e bere bene. Ma il popolo di Salice si reggeva su di un’economia sostanzialmente agricola, povera, e ci volle ben poco perché le acque arrivassero ad essere considerate dannose. I contadini infatti le utilizzavano per cucinare, ma i cibi diventavano amari, disgustosi. In più chi le usava perdeva peso, troppo. Una vera maledizione…

La reputazione di queste acque potentissime venne riaffermata solo nella seconda metà del secolo XIX grazie a Lorenzo Angelini.  Fu infatti nel suo piccolo e modesto laboratorio casalingo che riuscì ad isolare lo iodio contenuto nelle acque di Salice Terme dimostrando, così, la validità dell’idroterapia che si sarebbe potuta praticare nel piccolo centro.

Ma le sorprese non finiscono qui… E’ infatti grazie ad Ernesto Brugnatelli, uomo di scienza ma anche capace imprenditore che le Terme di Salice crebbero in popolarità, per poi arrivare all’operato di Ernesto Stoppani, che arricchì la struttura di un Salone Teatro, del Caffè Bagni e del corpo centrale del Grand’Hotel immerso nel parco.

In brevissimo le Terme divennero la meta prediletta di nobili, ministri e persone autorevoli: I Conti Litta e Borromeo, Il ministro Prinetti ed Ada Negri. Grazie a loro le Terme divennero “moda” e anche la borghesia urbana ne rimase affascinata. Le Terme erano ormai entrate nell’immaginario collettivo. E proprio per questo motivo c’era chi desiderava renderle alla portata di tutti: Eugenio Diviani. Con lui le Terme di Salice divennero eccellenza, note ben oltre i confini italiani non sono per l’unicità delle acque ma anche per la struttura organizzativa e le tecnologie di somministrazione delle cure. Egli le volle e le pensò come “un angolo ideale di cure corroboranti e riparatrici per il corpo e per lo spirito”. Per primo colse la poetica di questo luogo così indissolubilmente legato alle sue acque ed alla vegetazione, per primo intuì la connessione tra ambiente naturale e guarigione. Per questo volle il Parco delle Terme con le sue ventimila piate, i sentieri, le sedute in pietra e le panchine.

Salice, ancora oggi, si regge su quell’idea, sul suo parco e sulle sue Terme… un percorso che parte dall’acqua e che dall’acqua arriva sino ai nostri giorni. Ancora oggi ci occupiamo delle persone utilizziamo queste acque preziose per curare corpo e mente.

– illustrazioni Mirella Bonini-